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C’è qualcosa di nuovo, nell’aria…

Sta accadendo qualcosa di straordinariamente nuovo, un “salto quantico” rispetto all’universo del maschile: sono quelle consapevolezze che cogli dai piccoli dettagli, da qualcosa che accade e che, inevitabilmente cambia definitivamente le cose, le prospettive, come quando cammini in montagna e salendo vedi più in là, come quando raggiungi nuove consapevolezze e nulla può essere più come prima…
Ho tenuto in questi giorni un ciclo di incontri presso un Liceo sul tema delle dinamiche relazionali tra genitori e figli: sono stati incontri di crescita reciproca, serate piacevoli, in cui si è respirata un’aria positiva, nell’ottica di voler capire.
Ciò che di nuovo è accaduto è stata la partecipazione dei padri, uomini che desiderano essere profondamente protagonisti della paternità, consapevoli che il loro è un ruolo insostituibile, che un padre assente o distante causa un profondo disagio nei figli, ragazzi che spesso impiegano poi molti anni per “liberarsi” da una figura che hanno mitizzato (in positivo o negativo) per non averla mai incontrata davvero, per non averla mai “interiorizzata”.
I fiumi, anche se pieni di acqua fredda e pericolosa vanno attraversati, ed è questo l’unico modo per andare oltre: bagnarsi, nuotare, e raggiungere davvero l’altra sponda del fiume.

Rimanere sulla riva, stare fermi significa guardare il mondo da una solo prospettiva, aspettando invano che qualcuno ci venga a prendere e ci porti al di là, ma essere uomini significa attraversare il “padre”, introiettarlo e farlo nostro, vivere la mascolinità con i nostri valori e gli obiettivi che ci poniamo… come uomini. Nessuno può vivere al posto nostro, nessuno ti può più sostenere come accadeva da bambino ed i tuoi genitori rispondevano ad ogni bisogno.
Hai avuto, ora devi dare.

Grazie Uomini per la vostra presenza e partecipazione agli incontri.

È la giusta strada, percorriamola.

M.C.

Contratto di Utilizzo del primo Smartphone di… stipulato unilateralmente da PAPA’ E MAMMa…

CONTRATTO di UTILIZZO del PRIMO SMARTPHONE di _______________ STIPULATO UNILATERALMENTE da PAPA’ e MAMMA e SOTTOSCRITTO da _________________

 

Caro ………, quel che segue è il contratto di utilizzo del tuo primo cellulare. Leggi con attenzione i punti che lo compongono, possiamo parlarne assieme e discuterne, ma una volta che lo avrai sottoscritto diventerà attivo e dovrai rispettarlo altrimenti il cellulare ti sarà requisito.

Sappiamo che la strada che stai percorrendo ti porterà a diventare un adulto curioso, attento, equilibrato e… responsabile! Il compito di noi genitori è quello di aiutarti, consigliarti e accompagnarti nel tuo percorso di crescita.
Il telefono che ti abbiamo “regalato” ti catapulta nel mondo del cyberspazio, sarai in contatto quotidiano con la tecnologia, strumento estremamente utile se usato a nostro vantaggio e non a svantaggio di altri. Per restare la persona che sei, sarà essenziale imparare a convivere con la tecnologia senza farsi dominare da essa!

Il telefono è di papà e mamma. Lo abbiamo comprato noi e abbiamo firmato il contratto telefonico che userai tu. Ci fidiamo di te e te lo prestiamo. A tutti potrai dire che è tuo!

Sapremo sempre qual è la chiave di accesso per sbloccare il telefono e non la useremo senza il tuo permesso. Ti suggeriamo di non condividerla con altri, neppure con un amico. Il telefono contiene cose tue, non fare in modo che qualche “burlone” possa avere la tentazione di entrarvi e farti uno scherzo.

Se suona… rispondi! È un telefono, serve per comunicare. Sii educato con tutti, ma non sentirti a disagio se dovrai dire “Ci sentiamo più tardi. Ora non posso. Scusami.”
Non provare mai a ignorare una telefonata se sullo schermo compare la scritta “mamma” o “papà”.

Il telefono dovrà essere spento dalle 20.00, quando spegni la luce dell’acquario! Anche tu, come i pesci hai bisogno di staccare la spina, ma… ricordati di mettere il cellulare in carica altrimenti non potrai riaccenderlo il giorno dopo. La notte tu riposi in camera, lui in cucina con la famiglia Telefonini.

Se ti capiterà di pensare che non puoi telefonare a una persona al fisso in questo momento, perché temi di disturbare o che rispondano i genitori dell’amico/a, fidati del tuo istinto e non chiamare o scrivere messaggi neppure al cellulare. Rispetta le altre famiglie come rispetti la tua.

Viene ricaricato mensilmente attingendo direttamente dal conto corrente di papà e mamma, questo fino al raggiungimento della soglia, l’eventuale eccesso sarà a tuo carico. Se il telefono cade e si rompe, fai un tuffo in piscina tenendolo in tasca… o scompare misteriosamente, sei responsabile del costo di riparazione o sostituzione che saranno prelevati dal tuo conto corrente … quindi, risparmia!

Non usare la tecnologia per mentire, deridere, ingannare o altro di cui ti potresti pentire. Non lasciarti coinvolgere in conversazioni che possono ferire qualcuno. Sii un buon amico, non ti mettere nei guai e non mettere nei guai gli altri. Se vieni coinvolto in una chat il cui pensiero non ti appartiene, non stare zitto perché chi tace acconsente! Con educazione esprimi il tuo parere in merito. Ricordati che l’intelligenza empatica ti permette di restare una persona di valore.

Non scrivere in un messaggio o in una mail qualcosa che non diresti guardando una persona negli occhi o qualcosa di cui ti vergogneresti di affrontare a voce con noi, un insegnante o un adulto di cui ti fidi e hai stima.

Spegnilo, mettilo in silenzioso, riponilo quando sei in un luogo pubblico con altre persone. Soprattutto se sei in un ristorante, cinema, mostra, chiesa, teatro… o mentre parli con qualcuno. La maleducazione non è parte di te, non permettere che la tecnologia ti cambi.

Non inviare o chiedere foto personali, riservate, intime… tue o di qualcun altro. Non imbarazzarti, potrai essere tentato di pensarlo/farlo e potrai sentirtelo chiedere. È molto rischioso e potrebbe rovinarti la vita a scuola, in paese, tra gli amici e anche da adulto. Il cyberspazio è molto più potente di te, arriva ovunque ed è praticamente impossibile eliminare ciò che vi è transitato come una foto, un video, un commento su facebook.

Non ti fidare degli sconosciuti nel cyberspazio come nella vita reale, ma accogli l’altro con disponibilità, non essere prevenuto. Non tutti quelli che incontrerai nella tua vita desidereranno il tuo bene e la tua felicità. Magari te ne offriranno una di apparente e temporanea, ma gli effetti potranno avere ripercussioni nella vita.

Incontrare realmente qualcuno che si è conosciuto in Rete può essere davvero pericoloso, neppure se ti ha inviato foto o l’hai visto su Skype o attraverso una video-chat. Diffida da chi ti dice di non parlarne ad altri o che adulandoti ti fa pensare che sia la cosa giusta da fare. Il giusto può essere fatto alla luce del sole e se ne può sempre parlare con mamma e papà.

Probabilmente farai qualche “casino”, non te ne preoccupare, succede anche a noi. Ad esempio potrà capitare che ti sia ritirato il telefono, non sarà una tragedia. Ci metteremo seduti, ne parleremo cercando di capire e ricominceremo da capo trovando nuove strategie. In una famiglia unita si fa così, ogni giorno si imparano cose nuove e insieme si sceglie quale via percorrere per raggiungere la meta.

Per visionare, consultare, scaricare… applicazioni, giochi, video e quant’altro da Internet ci consulteremo.

Noi siamo e saremo sempre dalla tua parte, ma questo comporta anche dirti qualche “no” per aiutarti a crescere e diventare un adulto che rispecchi la bella persona che già sei.
Speriamo che tu sia d’accordo con quanto letto nel contratto e che tu decida di sottoscriverlo. Perché lo speriamo? Perché abbiamo una gran voglia di iniziare a scambiarci messaggi con te.

Con infinito amore
mamma e papà

data, ………

 

Mauro Cason.

Io non voglio chiedere scusa…

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Non voglio chiedere scusa se il primo pensiero del mattino è fare l’amore con te.

Non voglio chiedere scusa se a volte ho bisogno di stare da solo, anche lontano, senza vedere nessuno e rimanere con me ad inseguire i pensieri, i ricordi, le emozioni che mi permetto di ascoltare.

Non voglio chiedere scusa quando sento il bisogno di stare con gli amici di sempre e vivere tra uomini il nostro essere maschi… come uscire in moto, ed esplorare i confini del mondo, o salire sulle cime, per guardare tutto da lontano e sentirmi per qualche istante infinito…

Non voglio chiedere scusa quando sento l’irrefrenabile desiderio di sbatterti sul letto e scoparti.

Non voglio chiedere scusa quando ho un problema e l’unica soluzione che conosco è pensarci da solo senza sentirmi in dovere di condividerlo: io voglio trovare in me la forza per uscirne. Da solo.

Non voglio chiedere scusa se sento il bisogno antico e naturale di lotta e scontro, il richiamo potente della guerra, di imbracciare un’arma e sparare.

Non voglio chiedere scusa quando desidero educare i nostri figli in modo differente da te, io sono diverso e non vivo la genitorialità come la vivi tu.

Non voglio chiedere scusa quando manifesto la mia parte oscura, il primitivo, il guerriero che abita in me, che chiede spazio e pretende ascolto. Ci sono aspetti di me che non sempre capisco ma che voglio accogliere, perché mi appartengono.

Io non voglio chiedere scusa per essere un uomo, perché questo è un uomo.