Padre? Ora no, la prossima volta, magari…

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Fabio è un uomo di circa 45 anni, una figlia di otto, un matrimonio arrivato al capolinea.

Si è sposato dieci anni fa con l’entusiasmo, l’amore e la passione che accumunavano lui e la moglie Elena.

Una relazione bellissima, coronata dopo un anno circa dall’arrivo di Giorgia.

Questa figlia ha cambiato la sua percezione di relazione amorosa, Fabio non è stato in grado di diventare padre oltre che marito, di accettare di amare il frutto del suo amore ed ha fatto un “passo indietro” lasciando la gestione della bambina alla moglie occupandosi del suo lavoro e del sostentamento della famiglia.

Il rapporto con la moglie si è inesorabilmente raffreddato, Fabio si è sempre più chiuso nel suo silenzio, nella presente assenza, incapace di esprimere il disagio, di mettersi in discussione e rompere i propri equilibri, le convinzioni che sono una prigione; il fatto di essere stato un bambino poco amato influenza fortemente la sua incapacità di entrare in una profonda relazione affettiva con la figlia.

Fabio non ha accettato le responsabilità emotiva ed affettiva dell’essere padre, non è in grado di prendersi cura della figlia se non per la parte economica, non è un riferimento solido e normativo, ma una persona “alla pari” in un rapporto simmetrico con la figlia.

Giorgia ora ha otto anni ed il padre si relaziona con lei come fosse un fratello maggiore, con tutte le dinamiche (che creano un bel po’ di confusione) che caratterizzano un rapporto tra fratelli, in cui si litiga e ci si fa qualche dispetto, ci si diverte con i giochi, si è a volte complici altre antagonisti, nella consapevolezza che in fondo, ognuno ha la sua vita e non ci si è scelti.

Elena ha quindi due figli, uno “grande” ed una piccola.

Giorgia probabilmente cercherà e  troverà altri uomini che considererà “padri”, perché in fondo un uomo può essere davvero padre dei suoi e di tutti i figli che incontra perché quando il tuo cuore è pieno d’amore ami il mondo, quando ami i bambini, li ami tutti perché in fondo siamo padri di ogni figlio.

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13 pensieri su “Padre? Ora no, la prossima volta, magari…

  1. Conosco una situazione simile, l’unica differenza è che dopo nemmeno tre anni il matrimonio è naufragato. La figlia è ancora piccola e, forse, non ha la percezione di quello che è accaduto. Oltretutto i genitori sono nati in due Stati diversi ed ognuno vorrebbe educare la figlia in modo diverso. La vedo dura, soprattutto per la piccola.

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    1. La maternità ha una potenza culturale ed ancestrale notevole. La paternità è sempre venuta “dopo”, dopo che hai preso in braccio tuo figlio, la costruisci giorno dopo giorno. Ad alcuni uomini questo “istinto paterno” non “scatta”. Fortunatamente sono ugualmente importanti i padri acquisiti rispetto a quelli biologici. C’è speranza per la bimba. 🙂

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  2. perché quando il tuo cuore è pieno d’amore ami il mondo .. C’è altro che posso aggiungere? Non credo.
    È importante che vengano diffuse queste storie, davvero, grazie a nome di tutte quelle persone che hanno davvero molto bisogno di riflettere sul proprio agire e sulla propria persona, ovvero, tutti noi

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