(Al) La ricerca della felicità

Osservando le persone si ha come l’impressione che siamo mediamente infelici. Sarebbe davvero interessante fare un test scientifico per misurare il grado di felicità e di “sentiment di benessere” delle persone e capire come si modifica nel tempo, se è più o meno “alto” rispetto al passato, se dipende da fattori interni, od esterni…
Probabilmente la felicità dipende molto dalla “percezione della felicità”, dagli standard che ognuno ha, che la collettività sente. Ad esempio, se una persona ha poco di che cibarsi 150 grammi di pasta al pomodoro possono essere felicità pura, ma per altri questo è un pasto “triste” mentre la felicità si raggiunge andando a cena da uno chef stellato.
Felicità dipende quindi dalle aspettative, dallo stile di vita che abbiamo e che vorremmo e da altri fattori che sono per lo più soggettivi e non oggettivi.
Se la felicità è soddisfazione dei bisogni occorre interrogare Maslow, che molti decenni fa ha elaborato la teoria dei bisogni, classificandoli all’interno di una piramide, dove ciascuno di noi tende a salire ma può farlo solo se ha pienamente appagato il “gradino dei bisogni” sottostante. Vediamolo:

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Chiaro che se siamo piuttosto “in fondo alla piramide” i numerosi gradini che conquistiamo ci rendono felici e ci sono molti “step” davanti a noi, se invece siamo piuttosto in alto, ciò che ci manca sarà probabilmente “solo” la nostra autorealizzazione, mentre gli altri bisogni saranno piuttosto “scontati”.
C’è quindi un segreto per la felicità? Forse si, forse la consapevolezza della straordinarietà delle piccole cose è una strada da percorrere per stare bene. Gustarsi un tramonto, un abbraccio, un sorriso, l’amicizia di qualcuno, l’amore autentico di un uomo o di una donna sono attimi preziosi di felicità… probabilmente lei è sempre lì a portata di mano ma chiede la “fatica” di essere colta, di essere vista ma, paradossalmente, la vede solo chi ce l’ha già. Dentro.
È proprio quando non la cerchiamo più in qualcosa o qualcuno di esterno a noi che essa fa capolino tra le pieghe del nostro cuore, perché è già, e da sempre, dentro noi.

M.C.

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3 pensieri su “(Al) La ricerca della felicità

  1. Emozioni

    Siamo sempre più circondati, infatti, da persone che si lamentano in continuazione e dalle quali ho imparato ad allontanarmi.
    M’infastidiscono e mi irritano. Mai contente. Spesso insoddisfatte.
    Anche molti dei miei colleghi. E questi lo tollero ancora meno. Perché lavoriamo in un ambiente ( Sala Operatoria) dove ci sono pazienti affetti da patologie per le quali, probabilmente, avranno una qualità di vita invalidante o con breve scadenza.
    Non ci si accontenta più delle piccole cose.
    Mancata gratitudine verso Dio e verso il dono della vita.

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