Pornografia al femminile

Nell’edizione speciale di “Questo è un uomo” troviamo un approfondimento del rapporto (già si parla di rapporto, vedi te…) dei maschi con la pornografia: un mondo in profonda trasformazione, alla portata di tutti. Ma le donne, come vivono (e lo vivono?) il mondo della pornografia?

C’è spazio per un porno al femminile?

Il corriere della sera, in un articolo recente, riporta che il 26% degli utenti dei più famosi siti a luce rosse è donna, ma potrebbero essere molte di più perché quasi tutte si lamentano che il porno è un prodotto studiato appositamente per i maschi, con situazioni che “vengono” (ahia…) subito al dunque senza un minimo di storia o di atmosfera che dia il tempo di entrare almeno un po’ nella parte, immaginare, farsi coinvolgere, dove si vedono solo incontri che non lasciano il tempo di corteggiare, baciare…

E poi le inquadrature, con posizioni improbabili da contorsionista, con uomini superdotati e necessariamente tartarugati e donne dal fisico che sfida le leggi della fisica.

Le donne in fondo lo capiscono che i film porno assomigliano sempre più alla fantascienza e sempre meno alla realtà di persone “normali” composte di uomini e donne straordinariamente comuni, con fisici scolpiti con l’accetta, tartarughe rovesciate ed i peli dove madre natura ha deciso di coltivare.

 

Le “ragazze del porno” è un’iniziativa partita da 10 donne che desiderano esplorare e riproporre una visione del mondo del porno dal punto di vista femminile, che superi finalmente gli stereotipi maschili e che come tali imprigionano gli uomini in visioni del sesso che sono molto lontane dalla realtà.

Le donne non sono quasi mai come le vediamo su “youporn”, desiderano altro rispetto a ciò che gli uomini vorrebbero, hanno differenti fantasie e modalità di vivere liberamente l’erotismo.

Anche nel sesso, inevitabilmente, si scontrano due differenti visioni e vissuti: oggi la sfida è trasformare un possibile scontro in un incontro in cui c’è la libertà di esprimersi e di suggerire al partner tutto quello che ci dà piacere e benessere. Se “farlo” in un certo modo fa stare davvero bene entrambi è sempre ok, mentre alza muri di profonda incomunicabilità proiettare sul partner aspettative e fantasie che sono nei desideri di soltanto uno degli… “attori”.

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