Archivio mensile:aprile 2017

You can be woman just for one day

Provare ad essere una donna, anche solo per un giorno… ci hai mai pensato?
Ecco alcune risposte date al sito “Oltreuomo” dai maschi intervistati. E tu? Che faresti?

1. Sperimenterei sulla mia pelle cosa significa non capire me stessa.
2. Penso che avrei freddo.
3. Indosserei tutti i tipi di reggiseno per capire la differenza tra coppa, sportivo, push up, eccetera.
4. Andrei a parlare con le mie amiche e chiederei cosa davvero pensano di me
5. Offrirei da bere ai ragazzi nei locali per fottere il “sistema”.
6. Proverei a fare comunque la pipì in piedi
7. Sperimenterei nuovi tipi di ansia che non so gestire e sarebbe il giorno più difficile della mia vita.
8. Proverei vertigini scrutando nella profondità della mia mente
9. Sarei sconvolto dalla quantità di ragionamenti che riesco a fare su ogni piccolo avvenimento, scoprirei cose che, da uomo, neppure sapevo esistessero
10. Ma perché ogni volta che vedo un bimbo mi emoziono?
11. Capirei che le donne hanno una visione molto diversa rispetto agli uomini nei confronti della bellezza e del fascino dell’altro sesso
11. Arriverei alla sera stanchissima per tutte le preoccupazioni che mi assalgono
12. Se diventassi donna per un giorno e in quel giorno mi venissero le mestruazioni mi girerebbero di brutto.
13. Se diventassi donna per un giorno l’unica cosa che vorrei sarebbe ritornare uomo.

M.C.

Un mondo al femminile: nella valle dello Yunnan

 

Immagina una società in cui il maschio è ai “margini” della famiglia e confinato a ruoli secondari. Sarà il futuro?

… In una piacevole valle nello Yunnan situata ai piedi dell’Himalaya ed abitata da un’antica comunità tribale di buddisti tibetani chiamata Mosuo tutto questo è addirittura normale: qui è la nonna che siede a capotavola mentre i suoi figli, maschi e femmine, vivono con lei, insieme ai figli delle sue figlie, seguendo la linea di sangue materno.

Qui le donne sono trattate alla pari rispetto agli uomini: entrambi, maschi e femmine, possono avere molti o pochi partner sessuali e non c’è giudizio morale; non ci sono famiglie nucleari come le intendiamo noi, ma famiglie estese che allevano i bambini e assistono gli anziani.

I bambini “appartengono” alle madri, mentre i loro padri biologici vivono nelle case della famiglia matriarcale con la loro madre, il matrimonio è un concetto estraneo ed i bambini sono “senza padre” per un motivo semplice: la società Mosuo non mette al primo posto la paternità.

Le regole sono chiare, come i ruoli e i compiti in cui femmine e maschi si distinguono e si impegnano per mandare avanti la comunità: le donne possiedono ed ereditano le proprietà, seminano le colture – si tratta, infatti, di una società agraria – e si occupano della famiglia, di  cucinare,  pulire e crescere i figli.

Gli uomini ci mettono a disposizione la loro forza fisica ed hanno il compito di arare, costruire o riparare le case, macellare gli animali, aiutare a prendere decisioni importanti ma l’ultima parola è sempre della capofamiglia donna anziana.

Dal punto di vista delle donne, che nella comunità Mosuo sono tutte single, la vita è incentrata sulla famiglia materna e sulla maternità che è venerata: è lo scopo della vita e se una donna non può avere bambini può comunque adottarne sia da una famiglia Mosuo estranea che da qualche cugina da parte materna.

Qualcosa però sta cambiando anche in questo fazzoletto di mondo per via dei turisti che hanno cominciato ad arrivare nei primi anni ‘90 insieme a strade asfaltate, un aeroporto e posti di lavoro. Per i giovani lo stile di vita tradizionale sta diventando obsoleto, con il lavoro arrivano i guadagni e la possibilità di incontrare altre persone al di fuori della società d’origine ed anche l’agricoltura sta cedendo il passo all’industria del turismo: è una società che sta cambiando all’interno di un Paese, la Cina, che sta mutando velocemente.

E mentre qualcuno profetizza che tra trent’anni la Comunità Mosuo non ci sarà più, altri (ed altre) prevedono (sperano?) che questo modello diventi la “normalità”.

(liberamente tratto da “business insider Italia”)

M.C.