Quando lei se ne va…

Capita, è capitato a tutti gli uomini, che lei chiuda la porta e se ne vada, dopo anni di convivenza o matrimonio. Le statistiche dicono che sono più le donne che gli uomini a chiedere la separazione, a dire: “adesso basta!”.
Le donne prevalentemente ci pensano per molto tempo, se vivono una relazione “importante” non scelgono di andare sull’onda emozionale, a meno che non ci siano uno o più episodi molto gravi che le fa fuggire da una situazione che può mettere in pericolo la propria vita o quella dei figli. E questa fine, sempre secondo l’Istat, arriva dopo un tempo sempre più breve, dal 2005 sono infatti più che raddoppiate le separazioni entro i primi 10 anni di matrimonio.
Ma come reagiscono gli uomini?
A volte stupiti. I maschi, prevalentemente, tendono alla “legge dell’inerzia” cioè a far andare le cose così come stanno, senza modificare il “flusso delle situazioni”, e se in qualche modo percepiscono del disagio da parte della donna tendono a considerare questo come una situazione “normale” che si risolve senza alcun intervento: gli uomini infatti hanno molta fiducia che le cose si risolvano da sole… Non accade mai.
Altre volte ne sono felici. Finalmente lei ha preso una scelta che il maschio non ha il coraggio di fare, con notevoli vantaggi: lui può fare la vittima (lei mi ha lasciato…), lui subisce la separazione e si sente in diritto di avere più vantaggi (economici o altro) da questa situazione, lui è il “povero” marito abbandonato al suo (triste) destino.
Alcuni non sanno come reagire, quasi non ne sono in grado, e si piangono addosso, si sentono delle vittime ingiuste di una decisione che non condividono, e vorrebbero riavvolgere il nastro, magari per “riparare” ciò che non è più possibile aggiustare, perché quando una donna prende una decisione così, raramente torna indietro.
Altri ancora si arrabbiano moltissimo: rompono le cose, alzano le mani e si ribellano con tutte le loro forze ad una decisione che li colpisce nell’orgoglio e li ferisce come partner, ed iniziano una guerra che dà senso alla loro esistenza, una lotta in cui lei è al centro dei pensieri, delle azioni, dell’odio che riempie il cuore ed il tempo. Una “guerra” che coinvolge figli, parenti, amici e che lascia a terra solo sconfitti, tattiche di battaglie e guerriglia che servono a tenere legata la persona a noi, perché lei se ne sarà pure andata, ma non certo dai nostri pensieri, che sono perennemente sulla stronza.
Altri ancora cercano di capire, di prendersi le proprie responsabilità, perché quando una donna se ne va i motivi ci sono, e nella coppia le responsabilità di ciò che accade sono sempre condivise. A volte questo è il motivo per un confronto profondo e di crescita.

Magari lei se ne va comunque, ma così facendo questa situazione viene vissuta con più consapevolezza, come una situazione che insegna (a chi vuole imparare).

M.C.

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