Essere se stessi

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Questa storia dell’essere se stessi è una delle più grande cazzate della comunicazione.

E dopo questa “sparata”, proviamo a capire.

Va molto di moda nei discorsi e pensieri delle persone parlare di “questo o quello” come persone che non sono se stesse, che hanno fatto qualcosa che non è da loro… come se ci fosse ciò che sono, la mia identità, ed un “alieno”, che fa sempre parte di me e che mi fa fare ciò che in realtà non farei mai, o che faccio per mostrare una parte di me che in realtà non è me…

Alzi la mano chi ha capito qualcosa del paragrafo precedente… 

Ricominciamo. Le persone sono estremamente poliedriche, contemplano e convivono piuttosto pacificamente con molti aspetti della loro esistenza, manifestano la loro identità in mille modi… si manifestano in mille modi. Proviamo a capire: se sono vestito con un elegante smoking, oppure in costume da bagno, oppure in canotta e pantaloncini oppure… sono sempre io, solo che manifesto il mio essere in modo diverso rispetto al differente contesto esterno che sto affrontando. Le persone manifestano continuamente parti di sé come pezzi di uno stesso puzzle, parti che sono legate e che rispecchiano la meravigliosa complessità delle persone; se qualcuno si esprime, si veste, si comporta sempre allo stesso modo, indipendentemente dalle situazioni…. c’è qualcosa che non va… immaginiamo cosa accadrebbe se andassimo in piscina con lo smoking o all’opera in costume da bagno.

Quindi: le persone si comportano in modo diverso in base ai contesti relazionali ed ambientali che affrontano, si adattano ad essi, così come li percepiscono.

Ma le percezioni sono differenti, ci sono persone che provano vertigini ad un metro d’altezza, altri che a 200 neppure si scompongono; se accettiamo quindi che ciascuno di noi ha un diverso sentire, possiamo anche accettare un comportamento diverso dal nostro rispetto ad una situazione, e che questo comportamento appartiene sempre alla persona che lo emette, non c’è quindi un ventriloquo che parla per lui/lei o un mostro alieno che si è impossessato della sua mente.

Tutto qui. Sembra facile… o no?

E ancora, quando qualcuno mi chiede di essere me stesso, in realtà cosa mi sta chiedendo? Non è che non riesce a capire ed interpretare un comportamento o un pensiero che non condivide, che non appartiene alla visione che lui/lei ha di me? Se una persona si aspetta che io sia vestito in smoking e invece sono in canotta e pantaloncini sono io che non sono me stesso o lui che si aspetta che io sia vestito elegantemente?

Cosa ne pensi?

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