Uomini che scappano

screenshot-2016-11-09-17-39-26

Moreno se ne è andato, senza alcun preavviso, un venerdì mattina, quando non c’era nessuno in casa e da allora non si fa più vivo, né con la moglie né tantomeno con il figlio Alessio, di appena quattro anni… Moreno non è riuscito ad accettare questo bambino, ed il suo essere “diverso” quanto è stato certificato a scuola come affetto da iperattività ed è quindi seguito da un’insegnante di sostegno.

Gli uomini fanno sogni e progetti sui figli, vogliono essere orgogliosi e fieri di loro, poter dire un giorno: questo campione è mio figlio, questo avvocato, ingegnere, sportivo affermato, è in qualche modo una mia “emanazione”, il suo successo è, evidentemente, anche il mio.

Gli uomini devono essere prestanti, questo impone la società occidentale e, soprattutto, loro chiedono a se stessi: le mezze misure non esistono, la mediocrità è bandita, gli insicuri, i “deboli” , i “mollicci” sono allontanati con disprezzo. – Questo non può essere mio figlio – pensa Moreno, – io non posso aver generato questo “mostro!”.

Questa inestinguibile sete di successo, denaro, riconoscimento spinge le persone a voler essere “super”, a non riuscire a crescere rispetto al desiderio di un bambino di essere un supereroe, un “sogno” legittimo quando si ha meno di dodici anni, proprio per il fatto che il bimbo non si sente all’altezza e così sogna di essere altro da se stesso, di essere importante, applaudito, riconosciuto, invidiato.

Il fatto di non riuscire ad accettare le proprie debolezze e fragilità fa sì che non si sia in grado di accettarle neppure negli altri, soprattutto nei nostri figli, sangue del nostro sangue.

Quindi o sei un “figo della madonna” o non sei nessuno sembra essere l’imperativo a cui assoggettarsi, l’obiettivo principale, troppo spesso irraggiungibile… un target da raggiungere a qualsiasi costo, con qualsiasi mezzo, facendosi “largo” tra la folla, usando pastiglie che migliorano le performance mentali, relazionali e naturalmente anche il fisico, sostanze che spesso producono negli uomini una rabbia dirompente che come il napalm uccide le forme di vita vicine.

La vera sfida di questi decenni è la profonda accettazione della meraviglia della nostra unicità, del nostro essere fragili e proprio per questo profondamente veri, autentici; se sappiamo essere consapevolmente felici di ciò che siamo guarderemo anche agli altri con serena compassione per i loro sbagli, le loro debolezze. Meglio un mondo di uomini che di supereroi.

 

Anche questo fa di un uomo un Uomo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...