Archivio mensile:dicembre 2016

Lui, lei e l’altra

Un argomento trito e ritrito, con fiumi di inchiostro versati per capire, condannare, assolvere, giustificare… Un classico che appartiene alla storia ed al presente: è accaduto, succede… succederà.

Proveremo oggi ad analizzare la situazione in cui lei, la tradita, si incazza con l’Altra, la stronza, la “rovina famiglie”, la troia.

A volte accade, sembra che il nostro “povero” uomo sia caduto inevitabilmente nella rete ammaliatrice di quella lì che doveva proprio prendersi il mio uomo! Si sa che i maschi sono fragili e sensibili, che non sono in grado di dire di no, di resistere alle tentazioni… Io la odio quella lì.

E invece sì, invece si può anche dire di no, si può anche rifiutare un’avance perché riteniamo che l’amore verso la nostra partner valga davvero di più di una scopata, che la rovina famiglie in realtà trova una situazione già rovinata o perlomeno degenerata e che nessun uomo è obbligato a fare qualcosa che davvero non vuole fare. Andiamo a letto con un’altra donna per scelta, non per destino, non per casualità… non per sbaglio.

Dare la colpa a qualcun altro per molti è un’abitudine, lo fanno uomini e donne indistintamente: serve a non guardarsi dentro, a non chiedersi cosa non va nel nostro rapporto per cui uno dei due “guarda altrove” perché una cosa è certa, quando un uomo è innamorato, davvero innamorato, non ha occhi, cuore e….. che per la donna che ama.

La coesione di coppia si “testa” quando l’amore è in salita, quando si sta male; in queste situazioni gli uomini cercano spesso una “soluzione” all’esterno, mentre le donne provano a capire i motivi del disagio, cercano di scavare, di trovare una soluzione dentro la coppia. Ma anche questi sono luoghi comuni, ci sono uomini che sono fedeli pur in un rapporto difficile, che lottano per una relazione che ritengono importante, che chiedono aiuto per sé e per la coppia.

Siamo sempre noi a creare il nostro mondo, le nostre relazioni. I problemi non sono quasi mai fuori ma dentro noi, in un rapporto “circolare” per cui si innescano situazioni che causano un disagio in cui siamo sempre i co-protagonisti.

Mauro Cason.

Scambio di coppia

Alzi la mano chi tra noi maschi si tirerebbe indietro di fronte alla possibilità di fare l’amore con due donne contemporaneamente… nessuno vero? Bene, siete sinceri.

L’idea di essere al centro delle attenzioni di due donne porta sul piano sessuale un desiderio profondo del maschio, quello di essere riconosciuto, stimato, apprezzato, anche (e soprattutto) dal punto di vista sessuale. Ogni uomo ritiene di essere un “drago” a letto, ed alcune donne, che lo hanno capito, sanno che dare feedback positivi sulle prestazioni sessuali di un uomo è per loro più prezioso della tredicesima.

Esistono club, dove si pratica lo scambio di coppia. In teoria questi locali diventano una “zona franca” in cui uomini e donne si scambiano il partner per provare l’ebbrezza di un rapporto con un nuovo partner in un “ambiente protetto”, sotto gli occhi compiaciuti o meno del partner abituale.

Questo luoghi sono frequentati soprattutto da uomini, le donne difficilmente accettano di condividere l’uomo che amano… l’amore vuole esclusività.

Ma anche  un uomo non condividerebbe mai la donna che ama, non è nella sua natura permettere che la propria partner scopi con un altro uomo. E allora?

Allora spesso gli uomini vanno in questi locali con un’amante occasionale, o con una prostituta, o da soli… capita spesso, quindi, che avvenga soltanto uno “scambio di non si sa che” piuttosto che un vero scambio di mogli o fidanzate.

Tant’è che alcuni locali ospitano al loro interno delle donne che hanno il solo obiettivo (dietro il pagamento di un compenso economico) di farsi scopare dai “single” che pagano l’ingresso (il prezzo del cliente single è solitamente molto più alto rispetto al prezzo di ingresso della coppia).

Esistono anche club che selezionano i maschi single, accettandone uno ogni certo numero di coppie, per esempio un single ogni 6-8 e sono quei locali frequentati dai “veri scambisti”, che esistono e sono un gruppo abbastanza “chiuso”, con un’età anagrafica piuttosto alta, coppie stanche che a volte cercano nuove emozioni attraverso queste “esperienze” che invece di rafforzare il rapporto non fanno altro (il più delle volte) che annientarlo.

Mauro Cason.

Buone feste!

Auguri a tutti quegli uomini e a quelle donne che odiano le feste, che non hanno qualcuno con cui stare bene né in questi né in tutti gli altri giorni dell’anno.

A quelli che non si sentono amati e che desiderano fortemente alcuni momenti di tenerezza, e carezze, e braccia calde che ti sostengono… anche solo per un po’.

Agli uomini ed alle donne cui soprattutto in questi giorni manca qualcuno che non c’è più, che vorrebbero tornare bambini per rivedere un adulto significativo, che possa raccontare ancora quella storia che ci piaceva tanto… ancora una volta.
Alle persone per cui l’amore è sempre altrove, che vagano alla ricerca di qualcosa che non trovano soprattutto dentro sé, cresciuti con adulti anafettivi che non hanno piantato nel loro cuore il seme della speranza, dell’accettazione incondizionata, della fiducia, dell’autostima…
Infine e soprattutto ai bambini che non riceveranno alcun dono, lontani dallo show del Natale, che lottano per sopravvivere e che non hanno un luogo sicuro dove poter stare, che il nostro pensiero ed il nostro abbraccio arrivi soprattutto in tutti gli altri giorni dell’anno.

Il Poliamore

Leggiamo da Wikipedia che Poliamore è un neologismo che esprime il concetto di “amori molteplici”, è quindi una posizione filosofica che ammette la possibilità che una persona abbia più relazioni intime (sentimentali e/o sessuali) contemporaneamente, nel pieno consenso di tutti i partner coinvolti, in opposizione al concetto della monogamia sociale come “norma necessaria”

La cultura poliamorosa ha sviluppato un ideale di relazione basata sul consenso di tutte le parti coinvolte, che devono essere informate del contesto relazionale in cui si trovano inseriti. L’idea di relazione poliamorosa non include dunque le relazioni caratterizzate da clandestinità, come quelle adultere. Il consenso delle persone coinvolte implica una necessità di comunicazione trasparente tra i partner ed il rispetto dei sentimenti di ognuno. Coloro che si riconoscono in questa filosofia rivendicano il diritto di poter scegliere una seconda strada rispetto a quella della “monogamia sociale e sessuale” come modus vivendi unico e dominante a cui la società ci educa sin dai primi anni dell’infanzia.
La domanda è quindi: la monogamia è una scelta personale o un obbligo sociale? Quali vantaggi ha? La monogamia fa parte di un percorso evolutivo della specie o no? siamo sostanzialmente costretti ad essere monogami?
Se si desidera approfondire l’argomento (e gli uomini di sicuro lo faranno! ☺ ) basta visitare il sito http://www.poliamore.org dove si possono trovare approfondimenti e testimonianze di persone cresciute in una famiglia poliamorosa, vi si può trovare anche la lettera di una donna alle donne che vanno a letto con il suo compagno, http://www.poliamore.org/lettera-alle-donne-che-vanno-a-letto-col-mio-compagno/ (l’argomento diventa sempre più interessante!).
Il Poliamore è indubbiamente un aspetto che pone delle importanti questioni di fondo e che sposta, in qualche modo, i confini del “mondo dell’amore”. Lascerei al lettore porre in questo blog riflessioni personali ed eventuali domande, raccomandando in ogni caso la lettura degli approfondimenti sul sito italiano dell’associazione Poliamore: http://www.poliamore.org.

M.C.

 

Lettera a Gesù bambino

Un tempo, quando non esisteva Babbo Natale, era Gesù Bambino a portare i doni, e ce n’erano per tutti, per chi era buono e per chi proprio buono non era, ma lo prometteva. Ma si sa, i bambini sono tutti buoni.

Oggi vorrei scrivere io, come padre, una lettera natalizia al mio bambino, o bambina, che sia.

In realtà, figlio mio, in qualche modo i regali me li fai tu, ogni giorno, quando mi guardi con quegli occhi puliti e sinceri e mi ami di un amore incondizionato. Lo so che crescendo non sarà più così, che ci saranno momenti difficili tra noi, e tensioni, ed incomprensioni, e silenzi. Ma oggi no, oggi ti esprimi e racconti come solo un bambino può fare: mi vedi grande, forte ed importante anche se io mi sento fragile ed inadeguato. Sentirmi un campione ed un eroe anche solo per te mi fa stare davvero bene… sai, la vita non è sempre facile, ci sono giorni difficili e momenti in cui le salite sembrano non finire mai, ma tu, con le tue piccole mani cerchi le mie, nella consapevolezza che io posso essere un rifugio, un “forte” dove rinchiudersi quando fuori infuria la battaglia. Ed io voglio esserlo, un luogo sicuro dove trovare amore e comprensione, stima e carezze, in modo che tu possa ripartire, ed andare lontano, lontano anche da me, nella consapevolezza che un giorno non avrai più davvero bisogno di me: quel giorno sentirò di essere padre, e guarderò con un sorriso ed una lacrima segreta il tuo andare con gambe forti ed una bussola per orientarti.

È questo ciò che devo fare, perché un uomo sa quasi sempre, dentro sé, ciò che è giusto e che non è giusto fare, sente che non é corretto scappare dalle proprie responsabilità, dalla propria missione.

Grazie per questo amore incondizionato, che va ben al di là del lavoro che faccio e dei soldi che guadagno, che supera ogni aspetto fisico, ogni mio disagio ed angoscia, perché per te io sono il miglior padre del mondo.

Grazie, Bambino, per i regali che mi porti a Natale, ed ogni giorno.

Tuo, padre.

 

Mauro Cason

Storie di tutti i giorni – Ovvero………

….. quante storie sbagliate dobbiamo vivere prima di trovare l’amore

Bella domanda, alzi la mano chi sarebbe in grado di dire cos’è l’amore, che cosa davvero vuole dall’Amore.

Per gli uomini quella “cosa” chiamata amore è qualcosa di complicatamente semplice… cercare una donna, trovare una donna, ma la donna giusta….. proprio quella giusta!

Invito, a tal proposito a guardare il breve e simpatico intervento del comico Diego Parassole relativamente alle caratteristiche che dovrebbe avere la donna giusta dal punto di vista degli uomini https://www.youtube.com/watch?v=pBiKolapWVo&t=8s

Perché in fondo ad ogni storia corrisponde una donna, e tutte queste storie di solito rimangono nel cuore di un uomo, che guarda a queste donne con rabbia, o rimpianto, o tristezza, o senso di gratitudine: ci sono donne che ti fanno stare davvero bene e che tieni nel cuore tutta la vita.

Idealmente (sostiene Parassole) la donna giusta è quella dolce, tenera, che ti coccola, che sa quando tacere (spesso) e quando parlare, che sa capirti ed apprezzarti, farti ridere, ma che si fa anche i cazzi suoi, che ti lascia in pace, che si entusiasma per le dimensioni del tuo pene (mentendo spudoratamente), che applaude ai tuoi goal alla partita di calcetto con gli amici con la stessa eccitazione di quando sei in mutande canotta e calzini bianchi, una donna che odia i superdotati ed i preliminari, che ama gli eiaculatori precoci e le temporanee impotenze, che va pazza solo e sempre per te, è simpatica, giocherellona, moglie madre e giustamente troia.. Il comico dice quindi che la donna giusta per gli uomini è senza dubbio una schizofrenica, una via di mezzo tra madre Teresa e Sharon Stone, come dire una santa con il saio, ma senza le mutande sotto…

 

Ci sono uomini sempre alla ricerca di storie, convinti che solo la prossima sarà quella giusta, altri che desiderano vivere solo la “magia” dei primi incontri e delle settimane iniziali, che odiano la quotidianità o la promiscuità di uno spazzolino nuovo in bagno o della tavoletta del water sempre abbassata. Altri che vanno alla ricerca di una principessa da adorare, o di una madre che li accudisca ed ami incondizionatamente. Gli uomini e l’amore… cosa ne pensi

Lettera a Babba Natale

Cara moglie, compagna, fidanzata ecc…

Oggi, visto che si avvicina il Natale vorrei scriverti una lettera, dedicandola in qualche modo a te, Babba Natale (all’inizio avevo pensato alla befana ma so che non mi avresti parlato per due mesi). Dunque, eccomi qui a suggerirti dei regali per questo Natale… e che Natale sia tutti i giorni.

Sono poche le cose che ti vorrei chiedere, ma per me sono davvero importanti.

1) Fammi sentire importante. “Lo sei già” dirai tu… ma ora ti spiego come percepisco io l’essere importante. Tutto ciò che fai per me mi fa capire che sono importante per te, mi fa sentire al centro dell’attenzione, e dio solo sa quanto ne ho bisogno, soprattutto se sono fragile (spesso gli uomini lo sono); quindi, quando prepari il mio piatto preferito, quando ascolti i miei discorsi sulla politica e sul calcio, quando mi dici che sono bello, in gamba e che sono il tuo punto di riferimento… questo mi fa stare bene davvero… Sentire che hai bisogno di me. Lo so che sarebbe meglio che non fosse così: sarebbe meglio che io fossi consapevole del mio valore anche senza che tu me lo dica, sarebbe preferibile vivere il nostro rapporto nella libertà e non nel bisogno… si, lo so….

2) Sesso. Ne ho bisogno come il cibo: colazione, pranzo e cena. Ci vuole tanto a capirlo? La natura mi ha programmato in modo che la mia “mission” sia penetrare, ed io sono pronto (quasi) sempre. Si lo so che tu hai molti impegni, tra lavoro, bambini, i tuoi genitori, il corso di campana tibetana, che alla sera sei stanca, che sei preoccupata per molti (e giusti) motivi, ma… ma… per me nulla è più importante che fare l’amore con te, perché io ti desidero, molto più di quello che tu possa pensare. E poi, ti prego, indossa quell’intimo che mi piace tanto, dedichiamoci del tempo, dove ci siamo solo noi ed il mondo resta fuori, i problemi sono chiusi fuori dalla porta della stanza e l’unica cosa che conta siamo noi, e solo noi. Riesco pure a citarti Platone, su questo aspetto, con una frase che riassume ciò che provo:

“Per me Eros non dorme in nessuna stagione: come il vento di Tracia infiammato di lampi infuria accanto ad Afrodite e mi riarde di folli passioni, cupo, invincibile, con forza custodisce l’anima mia …” “Eros mi scuote continuamente: dolceamara, invincibile belva”.

Come vedi ho solo due richieste. Sembrano poche ma a me basta così, noi maschi siamo “simple minds”, e ciò che conta è l’essenziale. Me li porti questi due regali, Babba Natale?

Grazie J.

M.C.