Uomini e disagio esistenziale

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Ci sono uomini profondamente a disagio, angosciati da un’esistenza che non riconoscono più come accettabile, uomini che vorrebbero non esistere, che vorrebbero perdersi nei meandri della nebbia del nulla, sparire da tutto e tutti ed allontanare, una volta per tutte, quell’angoscia che li destabilizza.

Il ricorso a psicofarmaci da parte dei maschi sta aumentando in modo sensibile: gli uomini negli ultimi decenni stanno sperimentando, probabilmente per la prima volta nella storia, il disagio di vivere, emozioni e sensazioni che prima erano riservate solo ai poeti, ai musicisti, agli artisti in genere… oppure ai gay.

Ci sono quindi uomini implosivi, che “assorbono” rimproveri, critiche, ingiunzioni e li trasformano in polvere d sparo, ed accumulano… accumulano. Ognuno ha una polveriera più o meno grande, una riserva che è sempre a rischio di esplosione, e più è grande la quantità di polvere, maggiore sarà la deflagrazione e i danni che quest’uomo farà. A sé e alle persone attorno a sé.

Gli uomini sono per lo più esplosivi, nel senso che il disagio, la rabbia che sentono la “buttano fuori”, se ne liberano e stanno meglio, eppure ci sono uomini perennemente arrabbiati, che sentono un disagio immenso e non riescono mai ad esaurire questa enorme miniera di negatività: la percepiscono attorno a sé perché in realtà ne è pieno il loro cuore, criticano tutti perché sono stati per primi criticati e si sentono inferiori agli altri, in una visione del mondo che è sempre up-down, in cui c’è sempre qualcuno che è più in gamba di qualcun altro, c’è sempre un Fantozzi da far sentire merdaccia.

Le critiche e le ingiunzioni ricevute da bambini sono macigni pesanti che condizionano inesorabilmente la visione del mondo di ciascun soggetto. Se a casa ci hanno insegnato che “gli altri” sono inaffidabili, incompetenti, sbagliati, brutti, cattivi, bugiardi, neri, froci ecc. faremo molta fatica ad essere obiettivi e a capire che ci sono sì persone da evitare, ma anche persone a cui aprire il cuore, a cui permettere di entrare dentro di noi e danzare la sinfonia della vita.

Lo sanno bene gli insegnanti, è facile intuire che ambiente familiare c’è dietro un alunno e, casualmente, alle spalle di un bambino problematico esiste quasi sempre un adulto problematico. C’è quindi una grande responsabilità, di noi adulti e di noi maschi, la responsabilità di pensare a noi, al nostro benessere interiore, a capire il motivo del nostro disagio, a crescere e diventare adulti: i bambini non possono essere educati da altri bambini…

 

Anche questo fa di un uomo un Uomo

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