La rabbia

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La rabbia è una delle poche emozioni primarie che possediamo, che ciascun essere umano vive al di là di razza, sesso, religione, estrazione sociale. La proviamo sin da piccolissimi quando ci arrabbiamo se non ci arriva ciò che desideriamo, quello di cui abbiamo bisogno un quel preciso momento, come il seno materno, cure, cibo. Il bambino, ed in teoria solo lui, vuole tutto e subito e se non lo ottiene si arrabbia, manifestando un profondo disagio e cercando di capire cosa succede attorno a sé quando manifesta questa emozione.

La rabbia è funzionale per reagire a situazioni di pericolo ed attivarci per attaccare o fuggire, una sensazione che mette in circolo l’adrenalina e che, come Hulk, ci permette di uscire da situazioni che mettono in pericolo la nostra esistenza, la sopravvivenza.

La rabbia si apprende.

Oltre ad essere una reazione naturale ed istintiva si impara dall’ambiente in cui viviamo o siamo vissuti, dalle attenzioni che abbiamo avuto o meno dagli adulti che si sono (o meno) preso cura di noi.

Siamo stai educati con amore o con timore? I nostri “caregiver” hanno ascoltato la nostra rabbia oppure l’hanno repressa? Sono stati in grado di riconoscerci ed entrare in empatia con noi? Erano solitamente arrabbiati o amorevoli con noi?

Rispondendo a queste “semplici” domande possiamo capire come viviamo la rabbia, se siamo in grado di trasformarla in spinta propulsiva per “andare avanti” oppure essa distrugge noi, rabbia implosiva, o le persone che ci stanno vicino, rabbia esplosiva.

La rabbia va ascoltata, va comunicata, possiamo dire alle persone che siamo arrabbiati con loro ed il motivo per cui lo siamo: non occorre urlare o rompere qualcosa, possiamo esprimere questa emozione senza che ci destabilizzi fino a farci diventare un mostro. Si può fare e, normalmente, questo aumenta di molto la qualità delle relazioni.

La rabbia esiste dentro noi anche se non la manifestiamo, e se non la vogliamo vedere si manifesta con la forza distruttiva di una pentola a pressione… meglio lasciare sempre lo sfiato aperto in modo che esca in modo gestibile… ci sono persone invece che accumulano polvere da sparo, e poi, quando esplodono, sono distruttive come bombe…

Ci sono uomini perennemente arrabbiati, quelle con i lati della bocca rivolti sempre verso il basso, che hanno “assorbito” così tanta rabbia da parte di adulti che li hanno svalutati, denigrati, spesso picchiati, tanto che a volte non basta una vita intera per “scaricare” tutto quello che hanno accumulato, assorbito.

E poi ci sono uomini che nonostante abbiano conosciuto la rabbia decidono di non vivere sempre incazzati con qualcuno, che non vale la pena bruciare energie per un sentimento che serve sì a vivere ma a vivere male. Ci sono persone che trasformano e si trasformano per abbandonare la rabbia negativa e per direzionare l’energia che percepiscono magari nello sport, nella musica o nel lavoro oppure in un progetto entusiasmante.

Anche questo fa di un uomo un Uomo

 

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