La false idee degli uomini sulle donne

Le persone, per lo più, pensano che gli altri abbiano gli stessi sentimenti, le emozioni, i desideri che provano, ma la realtà è molto diversa: gli individui hanno un sentire differente, spesso distante: uomini e donne sono in qualche modo estranei l’uno all’altro.
Capire gli altri è una competenza in cui le donne hanno millenni di allenamento, lo dimostra il fatto che riescono a comprendere i propri figli (anche se piccoli e non ancora in grado di parlare) e che da sempre le professioni di aiuto (caregiver) sono per lo più riservate alle donne: sono appannaggio quasi esclusivamente femminile ad esempio l’insegnamento all’asilo ed alle elementari, la professione di infermiera, assistente sociale…
Per gli uomini l’empatia è un’area di miglioramento, un ambito in cui si stanno cimentando da qualche decennio… alcuni ci riescono, altri sono in difficoltà ma si applicano, per altri ancora infine empatia è un concetto oscuro più di un papiro in sanscrito.
Ecco (ad esempio) alcune convinzioni tipicamente maschili che non trovano affatto riscontro nella realtà delle donne.
1. Se io fossi una donna sarei sicuramente una troia. Il fatto che in ogni momento ti scoperesti qualsiasi essere umano di sesso femminile non è ciò che desidera una donna. Se tu fossi una donna avresti anche la testa di una donna e quindi ti comporteresti esattamente come le donne che conosci.
2. Le donne quando sono tra amiche parlano di sesso come noi uomini. Le donne tra loro parlano sicuramente di sesso, ma non è l’unico argomento di loro interesse, esistono anche i figli, le scarpe, il gossip, la salute, le emozioni…
3. Le donne adorano la fellatio. Il fatto che per te sia un pensiero costante, non significa che per le donne sia lo stesso e che praticarla sia così piacevole come lo vivi tu. Ad alcune piace, ad altre no.
4. Le donne sono tutte troie… mio caro, questo è quello che tu desideri: tu vorresti che le tutte le donne fossero costantemente allupate che ti cercassero in continuazione per fare sesso. Ma questo accade solo nei tuoi sogni. La realtà è ben diversa, per quanto una cosa sia piacevole non la vuoi fare continuamente.
5. Ma perché le donne non desiderano fare sesso a tre? Lo so che questo desiderio è per te molto esaltante e gratificante, ma…. domandati, tu lo faresti con lei ed un altro lui?
6. Le donne dicono di no, ma in realtà vogliono dire di si. Nulla di più fuorviante, se una donna desidera fare sesso con te lo capisci senza tanti giri di parola, ma se non vuole … dice no. Farlo contro la sua volontà è una tua fantasia, non un suo desiderio.
7. Le donne amano gli uomini dominanti, possessivi. Alcune si, ma sono persone piuttosto fragili, insicure, che preferiscono una solida gabbia piuttosto che essere libere. Generalmente no, le donne amano l’intimità dell’anima e non essere “schiavizzate”.
8. Le donne desiderano meno il sesso rispetto agli uomini. Anche questa è una convinzione piuttosto “sessista” ed è molto influenzata da retaggi culturali. Oggi le donne possono (davvero?) viversi la sessualità senza giudizio ed uscire dallo stereotipo che le vede brave e composte, belle ed accondiscendenti.
Ci sono convinzioni dure a morire, stereotipi radicati pur in una società “fluida”, che cambia velocemente prospettive e convinzioni, ma se questi cambiamenti sono nell’ottica del ben-essere personale e relazionale, siamo sulla giusta strada.

M.C.

You can be woman just for one day – Parte due

Provare ad essere una donna, anche solo per un giorno… ci hai mai pensato? Che faresti? Ti va di condividerlo? Eccoti alcuni suggerimenti che sono arrivati dai lettori…

  1. Vorrei essere incinta e provare, anche solo per un giorno, ad avere mio figlio dentro me.
  2. Andrei fuori di testa tra lavoro, figli, marito, le mille incombenze.
  3. Darei un bel pugno a quello che ci prova: se non mi va non mi va, ci vuole tanto a capirlo?
  4. Vorrei fare l’amore con un uomo per capire cosa si prova a stare dall’altra parte, ma credo non ce la farei. Potrei optare per una sana masturbazione e farmi per lo meno un’idea.
  5. Capirei come si fa a scorreggiare senza far rumore.
  6. Mi farei offrire da bere fino quasi ad ubriacarmi.
  7. Mi farei offrire il pranzo da un corteggiatore seriale mandandolo poi in bianco.
  8. Entrerei in un negozio e sceglierei un vestito in cinque secondi, questo per dimostrare ai commessi che il mondo è cambiato.
  9. Riuscirei (forse) a capire perché le donne ci mettono un tempo che agli uomini pare infinito per truccarsi.
  10. Sceglierei i vestiti dal mio armadio con la consapevolezza che non so cosa mettermi visto che ne ho in abbondanza e non perché “non ho niente da mettermi”.
  11. Capirei cosa si prova ad avere il ciclo (se, per sfortuna, proprio quel giorno mi arrivasse).
  12. Potrei incazzarmi con la scusa che mi deve arrivare il ciclo.
  13. Direi al mio partner che proprio stasera no, non ho voglia di fare l’amore, giusto per provare, almeno una volta nella vita, a dire di no ad un rapporto… oh yeah!

14. Ed infine… confermo, se diventassi donna per un giorno l’unica cosa che vorrei sarebbe ritornare uomo…

M.C.

You can be woman just for one day

Provare ad essere una donna, anche solo per un giorno… ci hai mai pensato?
Ecco alcune risposte date al sito “Oltreuomo” dai maschi intervistati. E tu? Che faresti?

1. Sperimenterei sulla mia pelle cosa significa non capire me stessa.
2. Penso che avrei freddo.
3. Indosserei tutti i tipi di reggiseno per capire la differenza tra coppa, sportivo, push up, eccetera.
4. Andrei a parlare con le mie amiche e chiederei cosa davvero pensano di me
5. Offrirei da bere ai ragazzi nei locali per fottere il “sistema”.
6. Proverei a fare comunque la pipì in piedi
7. Sperimenterei nuovi tipi di ansia che non so gestire e sarebbe il giorno più difficile della mia vita.
8. Proverei vertigini scrutando nella profondità della mia mente
9. Sarei sconvolto dalla quantità di ragionamenti che riesco a fare su ogni piccolo avvenimento, scoprirei cose che, da uomo, neppure sapevo esistessero
10. Ma perché ogni volta che vedo un bimbo mi emoziono?
11. Capirei che le donne hanno una visione molto diversa rispetto agli uomini nei confronti della bellezza e del fascino dell’altro sesso
11. Arriverei alla sera stanchissima per tutte le preoccupazioni che mi assalgono
12. Se diventassi donna per un giorno e in quel giorno mi venissero le mestruazioni mi girerebbero di brutto.
13. Se diventassi donna per un giorno l’unica cosa che vorrei sarebbe ritornare uomo.

M.C.

Un mondo al femminile: nella valle dello Yunnan

 

Immagina una società in cui il maschio è ai “margini” della famiglia e confinato a ruoli secondari. Sarà il futuro?

… In una piacevole valle nello Yunnan situata ai piedi dell’Himalaya ed abitata da un’antica comunità tribale di buddisti tibetani chiamata Mosuo tutto questo è addirittura normale: qui è la nonna che siede a capotavola mentre i suoi figli, maschi e femmine, vivono con lei, insieme ai figli delle sue figlie, seguendo la linea di sangue materno.

Qui le donne sono trattate alla pari rispetto agli uomini: entrambi, maschi e femmine, possono avere molti o pochi partner sessuali e non c’è giudizio morale; non ci sono famiglie nucleari come le intendiamo noi, ma famiglie estese che allevano i bambini e assistono gli anziani.

I bambini “appartengono” alle madri, mentre i loro padri biologici vivono nelle case della famiglia matriarcale con la loro madre, il matrimonio è un concetto estraneo ed i bambini sono “senza padre” per un motivo semplice: la società Mosuo non mette al primo posto la paternità.

Le regole sono chiare, come i ruoli e i compiti in cui femmine e maschi si distinguono e si impegnano per mandare avanti la comunità: le donne possiedono ed ereditano le proprietà, seminano le colture – si tratta, infatti, di una società agraria – e si occupano della famiglia, di  cucinare,  pulire e crescere i figli.

Gli uomini ci mettono a disposizione la loro forza fisica ed hanno il compito di arare, costruire o riparare le case, macellare gli animali, aiutare a prendere decisioni importanti ma l’ultima parola è sempre della capofamiglia donna anziana.

Dal punto di vista delle donne, che nella comunità Mosuo sono tutte single, la vita è incentrata sulla famiglia materna e sulla maternità che è venerata: è lo scopo della vita e se una donna non può avere bambini può comunque adottarne sia da una famiglia Mosuo estranea che da qualche cugina da parte materna.

Qualcosa però sta cambiando anche in questo fazzoletto di mondo per via dei turisti che hanno cominciato ad arrivare nei primi anni ‘90 insieme a strade asfaltate, un aeroporto e posti di lavoro. Per i giovani lo stile di vita tradizionale sta diventando obsoleto, con il lavoro arrivano i guadagni e la possibilità di incontrare altre persone al di fuori della società d’origine ed anche l’agricoltura sta cedendo il passo all’industria del turismo: è una società che sta cambiando all’interno di un Paese, la Cina, che sta mutando velocemente.

E mentre qualcuno profetizza che tra trent’anni la Comunità Mosuo non ci sarà più, altri (ed altre) prevedono (sperano?) che questo modello diventi la “normalità”.

(liberamente tratto da “business insider Italia”)

M.C.

Così eravamo…

Eravamo sempre soldati

e guerrieri

nei giochi di bambini.

Situazioni fantastiche eppure

così vere nei divertimenti

dei nostri giorni assolati.

E giocare tutto il giorno sul prato,

e bere l’acqua fresca dei ruscelli,

mangiare le more dai gelsi

e rubare le ciliegie.

Giorni cari andati e rimasti dentro.

Il richiamo del pranzo

interrompeva solo per un’ora

il correre a perdifiato

tra l’erba più alta di noi,

con la fionda e le pistole,

come gli eroi dei fumetti.

Dentro ogni maschio

c’è ancora e da qualche parte,

quel bambino che era,

un uomo alla ricerca di (ri)trovare

il senso chiaro delle cose

e di questa esistenza.

M.C.

Maschile nel femminile

Le categorie “maschile e femminile” sono oggi molto meno distinte (e distanti) rispetto ai decenni passati. I ruoli sono maggiormente “intercambiabili”, le identità sessuali più consapevolezze personali che non sociali, le differenze di genere hanno una ancora non ben definita sovrastruttura sociale, in una “mescolanza liquida” tra biologia, psicologia e sociologia.
Il maschile infatti non appartiene più, di diritto, agli uomini.
Rimangono delle differenze più o meno marcate in alcuni aspetti, ad esempio uomini e donne hanno un sentire, un percepire ed un vivere le situazioni molto differente: la parte femminile è più abituata (e capace) ad analizzare e vivere i differenti stati emozionali (sia propri che altrui) mentre la parte maschile è maggiormente orientata al fare più che all’ascoltare (ascoltarsi) e questo gli permette di soffrire meno. Di fronte ad una situazione problematica i maschi cercano una soluzione che li tragga quanto prima fuori da questo “impiccio” mentre le donne sono più orientate a capirne i motivi, ad analizzarli, a viversi il disagio di questa situazione.
Ecco che, quando desiderano evitare la sofferenza, le persone attivano la “modalità” maschio, che permette loro di non ascoltare il dolore che spesso viene da lontano, un dolore che crea disagio e causa sofferenza. Il maschile, nel femminile, ha quindi anche il compito di allontanare le donne da situazioni che sono state vissute con grande sofferenza, situazioni che si ripresentano magari dopo molti anni con la stessa intensità di allora, (da punto di vista psicologico il tempo è davvero relativo), e che impediscono di essere serene. Il “qui e ora” è continuamente influenzato (contaminato) dal “lì e allora”.
Le donne con un maschile accentuato, spesso hanno un passato difficile, fatto di amore non corrisposto verso i caregiver, fatto di anaffettività, di adulti incapaci di accudire, di offrire protezione e sostegno. Corazzarsi con il maschile diventa allora una soluzione per proteggersi dalle tempeste emozionali che salgono dal di dentro e dalle persone che ci possono ferire, dalla mancanza di amore rispetto al passato e dal dolore del presente. Può essere una “modalità” che dura qualche tempo, oppure svariati anni, porte chiuse in cui non entra il freddo inverno ma neppure, purtroppo, il tiepido sole della primavera che fa sbocciare nuovi fiori.

M.C.